La scommessa dell’imprenditore Carlo Parrini

​Ritorna Marechiaro, la storia si fa presente​

A maggio l’apertura ufficiale della pineta. Il 25 aprile giornata per bambini

Attualità
Taranto domenica 22 aprile 2018
di Angelo Diofano
Le cabine di Marechiaro, a San Vito
Le cabine di Marechiaro, a San Vito © Tbs

Riapre Marechiaro, lo stabilimento balneare su viale Jonio, molto rinomato negli anni sessanta.

Non si potrà ancora fare il bagno ma solo ritemprarsi al fresco della fitta pineta: ma è già tanto, dopo tanto abbandono. L’annuncio ravviva i ricordi. Ecco il pullman della Stat da prendere al capolinea di piazza Immacolata, dal lato di via Berardi. Dall’altra parte della piazza, la Birreria Dreher inizia a levare le saracinesche mentre nelle immediate vicinanze le massaie fanno la spesa alla Standa. Prima di entrare nei grandi magazzini qualcuna di loro si sofferma, sognante, davanti vetrine della pellicceria Marturano mentre al Cin Cin Bar gli avventori assaporano il buon caffè.

È l’ora della partenza, l’autista e il bigliettaio salgono sul mezzo per l’inizio corsa mentre dei gruppi familiari ritardatari accelerano il passo, trascinandosi i figlioletti riluttanti. Alle fermate il bus raccoglie altri passeggeri mentre si spande nell’aria il profumo delle cibarie che, all’ora del pranzo, ritempreranno le forze. Su viale Jonio inizia ad occhieggiare il mare. Il clacson dell’automezzo (ricorda quelli in uso allo stadio) avverte dell’imminente arrivo. Ecco la pineta, dove i piccoli della colonia sono tranquillamente seduti sul vasino mentre le sorveglianti discorrono fra loro. Ecco la fermata, il pullman si svuota, c’è chi si dirige allo stabilimento di Praia a Mare e chi invece a quello di Marechiaro.

In quest’ultimo, dopo aver pagato il biglietto od obliterato l’abbonamento, si viene accolti dalle canzoni di Little Tony e dell’Equipe 84, in testa alle hit, mentre c’è chi si sfida al biliardino. Ma non c’è tempo di fermarsi, il mare attende. Il bagnino accompagna alla cabina e i più piccoli, in attesa di indossare il costume da bagno, si tolgono gli zoccoli e prendono confidenza con la sabbia, s’inseguono gioiosi, incuranti degli aghi di pino che si conficcano sulla pianta del piede… Mamma mia, sembra ieri! Fra poche settimane, dopo lunga chiusura, ci si potrà ritrovare in quei posti, riassaporando la lontana giovinezza in atmosfere vintage. Tutto questo si deve all’ingegner Carlo Parrini, dirigente Italsider in pensione («Se mi avessero dato ascolto all’epoca del raddoppio, delocalizzando cockeria e agglomerati, Taranto non avrebbe sofferto così tanto con l’inquinamento…»), che acquistò Marechiaro nel 2011.

Queste le sue intenzioni: «Restituirò ai tarantini la grande pineta, anche se l’intenzione iniziale era quella di riprendere l’attività balneare, ma era necessario ristrutturare le cabine e il fabbricato sulla strada, anche se le strutture, solidissime e realizzate a regola d’arte nel ‘47, resistono all’usura del tempo. Ma ci volevano 300mila euro e tempi lunghissimi per ottenere qualche sovvenzione da Stato e Regione per coprire parzialmente le spese». Non si potranno però fare i bagni in quanto la riva non è raggiungibile a causa di un lago artificiale creatosi con la deviazione di un fiumiciattolo e l’asporto di notevoli quantità di sabbia. Si è perciò in attesa del permesso del Comune per la realizzazione di un apposito ponticello per raggiungere la riva del mare.

«Mi sta molto a cuore lo svuotamento di questo invaso, con il ripristino della sede naturale del fiumiciattolo, perché temo che tutta quell’acqua danneggi le radici dei pini», dice Parrini. La pulizia della pineta è durata circa otto mesi, durante la quale sono state rimosse camionate di immondizia di ogni tipo. A Pasquetta c’è stato un anticipo di inaugurazione, con le famiglie della zona (ameno 450 persone) che hanno felicemente animato Marechiaro. «Da allora – continua - ho provveduto ad impiantarvi le giostrine e ad allestire spazi per il picnic. Il 25 aprile ci sarà una giornata per i bambini mentre l’apertura ufficiale avverrà ai primi di maggio, con la predisposizione in pineta di un servizio di sorveglianza».

E poi… «Oltre a rendere possibile la balneazione – conclude - spero di ottenere in concessione dal Comune la pineta attigua, così da ampliare il parco. Auspico che possa essere rivitalizzato anche il vicino stabilimento di Praia a Mare, così che San Vito riprenda la sua fama di importante polo turistico. Come ai bei tempi».

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I commenti degli utenti
  • Francesco ha scritto il 22 aprile 2018 alle 22:51 :

    La spiaggia della mia infanzia, con accanto la magnifica pineta del Sabbione (in uno dei miei ritorni negli anni '70 una landa ormai desolata). Nostalgia! Rispondi a Francesco

  • Loredana Malfitano ha scritto il 22 aprile 2018 alle 10:52 :

    C'è un numero telefonico x prenotarsi? Grz Rispondi a Loredana Malfitano

    Antonio Granio ha scritto il 30 aprile 2018 alle 18:25 :

    Potrei avere il numero signora dello stabilimento Rispondi a Antonio Granio

  • agata calcagno ha scritto il 22 aprile 2018 alle 07:57 :

    la poesia di anna vozza rende bene l'idea di cosa fosse per noi quel posto Rispondi a agata calcagno