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​ArcelorMittal: Taranto, ecco come Ilva ripartirà​

Parla il “ceo” Matthieu Jehl. Ue: ok, ma subito le bonifiche

Cronaca
Taranto martedì 08 maggio 2018
di Giovanni Di Meo
Matthieu Jehl presidente e ceo di Am InvestCo
Matthieu Jehl presidente e ceo di Am InvestCo © Tbs

«L’approvazione da parte della Commissione Europea è stata finalmente ottenuta. Si tratta di un momento estremamente significativo del nostro percorso verso il rilancio di Ilva. Il nostro progetto per I’ Azienda è chiaro: intendiamo riportarla ad un equilibrio che sia sostenibile e ripristinare l’orgoglio dei lavoratori e delle comunità in cui opera. Il nostro piano per Ilva sta al centro di questa visione. Abbiamo previsto un programma significativo di investimenti di 2,4 miliardi di euro, basato su piani dettagliati a livello ambientale, industriale e commerciale che mirano a migliorare concretamente le prospettive dell’azienda e la allineino utilizzando le migliori tecnologie di ArcelorMittal. Siamo convinti che ArceloMittal possa contribuire nel rispetto dei propri impegni e per quanto di sua competenza a trovare, insieme a tutte le altre parti che condividono questa stessa responsabilità, una soluzione positiva per tutti i lavoratori».

Matthieu Jehl, presidente e Ceo di Am InvestCo Italy, commenta il via libera da parte dell’Antitrust Ue all’acquisizione di Ilva da parte di ArcelorMittal - che guida la cordata Am InvestCo - via libera che arriva però “sotto condizione”. Molti dei paletti all’atteso e comunque fondamentale disco verde erano noti: l’eliminazione del gruppo Marcegaglia dalla cordata e cessioni di diversi impianti di ArcelorMittal, tra i quali Piombino, oltre a Liegi (Belgio), Dudelange (Lussemburgo), Skopje (Macedonia), Ostrava (Repubblica ceca) e Galati (Romania). Per l’Ue, soprattutto, la vendita ad ArcelorMittal di Ilva deve contribuire al risanamento ambientale di Taranto. La commissaria Ue alla concorrenza Margrethe Vestager in una nota ha dichiarato che «la decisione odierna garantisce che l’acquisizione di Ilva da parte di ArcelorMittal, che andrà a creare il produttore d’acciaio di gran lunga più grande d’Europa, non si traduca in un aumento dei prezzi dell’acciaio a danno delle industrie europee, dei milioni di persone che vi lavorano e dei consumatori» aggiungendo anche che l’acquisizione da parte del gruppo franco-indiano «dovrebbe anche contribuire ad imprimere un’accelerazione agli urgenti interventi di risanamento ambientale della zona di Taranto» e per questo «è opportuno che tali essenziali interventi di bonifica proseguano senza indugi».

Vestager ha assicurato che gli impianti dismessi andranno «a uno o più acquirenti che li gestiranno su base duratura in regime di concorrenza» visto che Arcelor si è impegnata a organizzare una procedura di vendita aperta, non discriminatoria e trasparente a cui potranno partecipare tutti gli operatori interessati, e questa comunicherà quindi alla Commissione gli acquirenti scelti. Bruxelles valuterà se questi dispongono della capacità (competenze, risorse finanziarie) e degli incentivi necessari per continuare a gestire e a sviluppare le attività di produzione in modo duraturo come concorrenti attivi. In altri termini, la vendita di impianti ad acquirenti che progettino di chiuderli in futuro non sarebbe per Bruxelles una soluzione accettabile.

«Ora manca solo l’accordo sindacale e poi finalmente, dopo anni di crisi e problemi, Ilva potrà diventare un’acciaieria competitiva e all’avanguardia nella protezione dell’ambiente e delle persone. Non perdiamo questa occasione per Taranto e per l’Italia» il commento su Twitter del il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda. «Bisogna non cadere nell’errore di circoscrivere il problema Ilva solo alla città di Taranto. La questione Ilva non è solo tarantina e pugliese, ma soprattutto italiana e di geopolitica internazionale: la produzione di acciaio in un momento in cui si parla di dazi è strategica per l’Italia e per l’Europa» le parole del deputato di Fratelli d’Italia Marcello Gemmato. «Credo sia arrivato il momento di sostenere in maniera decisa l’azione che partirà dagli enti locali e dai sindacati territoriali affinché la vertenza Ilva assuma finalmente il rigore di una vertenza territoriale in cui il fronte è unito e coeso». Così il consigliere comunale Cisberto Zaccheo, dalle file della maggioranza come rappresentante degli eletti nel Psi.

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